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Conosciamo la Casa Circondariale di Spini di Gardolo

cinque autori raccontano, da prospettive diverse, la realtà della Casa circondariale di Spini di Gardolo, martedì  31 marzo e martedì 14 aprile 2026 alle 17.30, in Sala degli Affreschi

Martedì 31 marzo 2026

L’incontro con il mondo carcerario e la riflessione sulle dinamiche del bene e del male costituiscono il filo conduttore dei testi presentati nel dialogo tra autori e interlocutori.
Roberto Pizzini e Domenica Primerano dialogano con Diego Andreatta direttore di Vita Trentina.

Roberto Pizzini, in I confini del bene (Prospettiva Editrice, 2025), racconta vent’anni di incontri con detenuti, selezionando le esperienze più significative che lo hanno segnato come docente e come persona. Il libro offre una finestra sull’umanità e sui confini fra bene e male, culminando con le riflessioni di un killer della mafia e di un femminicida.

Domenica Primerano, in Ripensare il museo: il Museo Diocesano Tridentino, 1989-2021 (Silvana Editoriale, 2025), affronta indirettamente il tema del carcere osservando la trasformazione dello spazio urbano a Trento: dalla collocazione simbolicamente centrale del vecchio carcere di via Pilati al suo spostamento, percepito come un allontanamento culturale e sociale del fenomeno carcerario. L’autrice individua nel museo uno spazio di mediazione culturale capace di riattivare il dibattito pubblico e promuovere consapevolezza sociale.

Martedì 14 aprile 2026

Amedeo Savoia, Salvina Gagliardo e Angela Lopiano dialogano con Michela Grazzi di Radio Italia Anni 60.
Amedeo Savoia (Se li guardi: racconti di persone finite in carcere, Il Margine, 2022), Salvina Gagliardo (In un battito d’ali di una libellula, Europa Edizioni, 2025) e Angela Lopiano (Rinascere: storie di ordinaria redenzione, Grafiche Stile, 2022) esplorano la possibilità di rinascita e di scelta morale anche in contesti difficili.

Savoia restituisce le voci dei detenuti e l’urgenza di concepire il carcere come spazio riabilitativo.
Gagliardo testimonia la resistenza dell’umanità di fronte alle crudeltà della vita.
Lopiano mette in luce l’importanza di un approccio educativo e costituzionale nella gestione penitenziaria, mostrando come il lavoro della polizia penitenziaria possa favorire la rinascita morale dei detenuti.

Nel complesso, i testi offrono prospettive complementari sul carcere, sul confine fra bene e male e sulla possibilità di mediazione culturale e sociale, invitando il pubblico a una riflessione profonda sull’umanità e sulla responsabilità collettiva.

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Per informazioni:

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[Immagine di BrickbardJ da Pixabay]

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Pubblicato il: Giovedì, 19 Marzo 2026 - Ultima modifica: Mercoledì, 25 Marzo 2026

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